Long Island Iced Tea

Fresco e dissetante, con una giusta gradazione alcolica, è un ottimo mix di eccellenti distillati sotto le mentite spoglie di un tè freddo.

Il Long Island Iced Tea si presenta a tutti noi con un nome che lascia pensare si tratti di un particolare tè freddo, invece questo cocktail del tè ha solo la parvenza oltre che il nome. È pur vero che se gli ingredienti vengono dosati con precisione ed accurato rispetto della ricetta ufficiale IBA (l’International Bartender Association prescrive 1,5 cl vodka, 1,5 cl rum bianco,1,5 cl triple sec,1,5 cl tequila, 1,5 cl gin, 2,5 cl succo di limone fresco, 3 cl sciroppo di zucchero e 1 spruzzo di cola) si riesce ad ottenere una miscela affine anche nel gusto al tè freddo al limone.

 

La paternità di questo apprezzatissimo drink viene comunemente attribuita a Rosebud (Robert) Butts , barman statunitense che lavorava in un locale di Babylon, sull’isola di Long Island- New York. Per questo motivo inizialmente venne denominato Rosebud Ice Tea finchè, verso la fine degli anni 70, il cocktail si diffuse in tutto il paese e prese il nome con cui adesso è famoso.

 

Vi è però anche una seconda versione sulle origini del cocktail, a nostro avviso meno attendibile: alcuni sostengono che la sua nascita risalga agli anni ’30, nel periodo del proibizionismo, dall’unione di varie basi alcoliche con l’aggiunta di coca-cola, appositamente con l’intento di farlo apparire come un innocentissimo tè freddo. Si tratta di una simpatica leggenda che offre per certi aspetti una spiegazione plausibile ma, in realtà,sembra evidente che proprio in pieno proibizionismo non fosse semplice procurarsi ben cinque superalcolici tutti insieme.

Quali siano state le sue vere origini, ciò che è certo è che il Long Island Iced Tea è stato il capostipite di una famiglia di hard drink, chiamati per l’appunto gli “Iced Tea”, di cui fanno parte numerosissime varianti del mix originario che resta ancora il più gradito del genere a livello internazionale.

Di | 2017-05-09T11:16:42+00:00 20 Giugno, 2017|storie da bere|0 Commenti

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